Mi sono sempre chiesta se le pietre da inciampo servissero veramente a ricordare la Shoah. Ebbene, per esperienza personale, non servono solo alla memoria di qualcosa, ma anche a scoprire, o forse sarebbe meglio dire conoscere, qualcuno.

Era il 19 gennaio 2017 quando, camminando in Corso Magenta a Milano, mi imbattei in un gruppo di persone che osservavano attentamente qualcosa sul marciapiede. Ostruivano il passaggio. Potevo scansarle e continuare frettolosamente per la mia strada, ma incuriosita mi fermai. Era stata appena inaugurata una pietra d’inciampo: una di quelle pietre metalliche che si trovano di tanto in tanto nei luoghi pedonali delle nostre città.

Alberto Segre

Mi fermai e fu così che incontrai Alberto Segre, morto ad Auschwitz il 27 aprile 1944. Chi era costui? Era il padre Liliana, nata a Milano il 10 settembre 1930, ora senatrice a vita, sopravvissuta al campo di concentramento e diventata una delle principali testimoni della Shoah in Italia.

Alberto Segre insieme alla figlia Liliana (immagine di pubblico dominio da Wikipedia)

Alberto Segre era nato a Milano il 12 dicembre 1899 e come “ragazzo del ’99” era stato chiamato alle armi negli ultimi mesi della prima guerra mondiale. Successivamente si era laureato all’Università Bocconi di Milano in scienze economiche e commerciali. Nel 1929 aveva sposato Lucia Foligno, che però morì solo due anni dopo per una grave malattia. Nel frattempo era venuta alla luce la piccola Liliana. Nonostante la giovane età Alberto Segre non si risposò mai e dedicò le sue attenzioni all’unica figlia.

Quando anche in Italia nel 1938 furono emanate le leggi razziali, Alberto, insieme ai genitori e Liliana, si rifugiò nella campagna brianzola e lì rimase fino a quando un amico non lo convinse a partire insieme a lui e alla sua famiglia per la Svizzera. Il tentativo di fuga oltre confine non però ebbe successo. Alberto Segre venne arrestato insieme alla figlia l’8 dicembre 1943 e incarcerato presso San Vittore a Milano. Fu in seguito deportato ad Auschwitz, dove venne separato dalla figlia e dove morirà pochi mesi dopo, 27 aprile 1944.

Liliana Segre sopravvisse all’Olocausto e venne liberata il 1° maggio 1945. Il 19 gennaio 2018 fu nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella «per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale».

Il progetto di un artista tedesco

Le pietre d’inciampo sono un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig per conservare memoria dei deportati nei campi di sterminio nazisti. Dal 1992 ad oggi, ha già posato più di 80.000 pietre in tutta Europa.

Anche in questo 2024 l’agenzia di stampa Ansa informa che: sono 26 le nuove pietre di inciampo che verranno posate e che si aggiungo alle quasi 200 che già sono disseminate in città, a formare un mosaico della memoria dedicate a uomini, donne, bambini e bambine milanesi morti nei campi di sterminio. Tra loro ebrei, oppositori politici, lavoratori e lavoratrici, intere famiglie. Le prime 13 pietre saranno posate dal Comune di Milano e dal Comitato Pietre di inciampo la mattina di giovedì 25 gennaio, cioè domani. Ulteriori 13 saranno collocate il 7 marzo, nella settimana in cui saranno ricordati gli scioperi iniziati nel 1944 a Milano e Torino e in altre città d’Italia contro la guerra che stava provando duramente la popolazione e per fermare la produzione bellica.

In copertina: la pietra da inciampo incontrata il 19 gennaio 2017

Miria Burani ©